Una vita da
precario è un libro che racconta storie di vita vissuta che,
inevitabilmente, finiscono per fornire una sorta di specchio
dell'autore. Uno specchio della cui immagine riflessa egli stesso non ha
alcuna paura, denotando il carattere di un uomo forte, deciso, caparbio,
ma non per questo meno sensibile, che ha vissuto cercando di coniugare
senso del dovere e passione. Uno spirito talvolta insofferente, quello del protagonista, da ricercare
soprattutto nell'incapacità di scendere a compromessi che cozzano
violentemente con i propri principi, specialmente nel lavoro, dove non
sono pochi coloro che, pur di migliorare il tenore di vita o
semplicemente per non voler correre il rischio di rimettersi in gioco,
svendono al miglior offerente valori importanti, ammesso che li
possiedano.
Il linguaggio è scorrevole, semplice, ma con quel tocco di originalità e
senso dell'umorismo che rendono assai più piacevole qualsiasi lettura.
L'autore mostra una straordinaria capacità descrittiva, oltre alla
credibilità derivante dall'aver vissuto più o meno in prima persona ciò
che racconta.
Essendo un "lupo di mare" e, come tale, avendo un forte desiderio di
libertà, di lasciarsi alle spalle tutto ciò che vi è di poco poetico
nella vita quotidiana, risulta assai più abile nel trasmettere,
attraverso le sue parole, la grande emozione che si può provare vivendo
una profonda, affascinante, eccitante e sconfinata passione, anche solo
mettendo piede su una barca o dirigendo lo sguardo verso l'orizzonte,
dove il blu è il colore dominante.
Un sognatore, ma anche una persona con tante sfaccettature, quindi
complessa, la cui storia può insegnare qualcosa a chiunque, fosse anche
solo ricordare che nella vita sono le cose semplici ad aver maggior
valore, che spesso l'importante è il viaggio e non necessariamente la
meta. Senza dimenticare che dedicarsi a ciò che più si ama (e lottare
per non rinunciarci) dà un senso ad ogni esistenza.